Obdicut Days

L’era del Culo.

E’ tutto buio. Un oceano  di pece si gonfia su se stesso, si aggrovigliano onde si densa sostanza, risacca infernale che scava  e scava senza sosta, senza pietà, senza tregua. L’esistenza e’ l’ essenza del precariato odierno, alla fine è anch’essa un contratto a tempo determinato non rinnovabile, un accordo di repressione mascherato da dovere firmato con qualcuno di cui conosciamo solo il nome, ma mai la struttura organica. Nella maggior parte dei casi esattamente come con noi stessi. Ormai gli occhi son secchi, sono palle di Das impiantate nel cranio, sarà per questo che ho uno stramaledetto mal di testa costante? Un’anima di cristallo ormai rimpiazzata  da vetrocemento sbeccato, il respiro fastidioso come un cancello che cigola e le lacrime che scorrendo al contrario danno quel senso di nausea perenne. La “sbrattata” sempre in canna. Non toccatemi, sono morta.   Almeno da morta lasciatemi in pace, prima di morire mi è passata tutta la vita davanti, un filmaccio tedesco doppiato da Flavia vento e Prodi, praticamente il remake horror di Kiss me Licia solo che il ragazzino ciccione lobotomizzato ero io e non ci avevo mai fatto caso.  La finezza del gusto non ti serve da morto, fidati. Quindi se invece di avere una mente sofisticata ti fermi all’essenziale di tre bestemmie e il testo di “Grazie Roma” a memoria, hai risolto. Meno fatica e più risultati, la gente qui gira col piccone, mica col fioretto, a che cazzo serve mangiare in punta di forchetta se il piatto forte è il budello?!? Questo mondo è unto, sudicio, non serve dire “impuro”, basta dire zozzo e mi fate tutti schifo infatti.  Siamo invasi dai Gremlins glabri, si capiscono solo fra di loro e se gli dai da mangiare dopo mezzanotte si moltiplicano come una piaga dividendosi la già scarsa materia grigia del Gremlins “madre”, ergo: siamo circondati da una mandria di analfabeti idioti. E tu mi parli di cuore!?! sorridete agli schermi e scopatevi un nik-name. Le donne dovrebbero iniziare a tenersi un po’ di più le dita nelle mutande e meno sul mouse. Frigide creature capricciose ripiene di laniccia sintetica e fil di ferro, fantocci di pezza plasmabili e posizionabili come piccole bambolette woodoo in mano a maschi compulsivi dai testicoli proliferi e il petto sterile. Siamo nell’era del culo: “il culo in faccia”, “la botta di culo”,”il rotto in culo”, “spacca il culo”, mi/ti faccio il culo”, la mania del pertugio e l’inconscia fascinazione per la merda. Vivete nella merda e vi piace, si vede. E’ tutto buio. Un oceano di pece si gonfia su stesso, nel mio stomaco la bile anche.